DA VISITARE - Università Agraria Ponticelli Sabino
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Ponticelli Sabino vanta un antico e caratteristico Centro Storico e un'ampia area ricca di Reperti Archeologici. Nel 1824, presso la località Monte Calvo, sono stati riportati alla luce i resti di una antica Villa Romana ( I sec. d.C. ), appartenuta alla prestigiosa famiglia dei Bruttii Praesentes di cui è possibile visitare gli scavi. Nelle immediate vicinanze della sudetta villa, vi sono i resti della Chiesa chiamata Madonna dei Colori, l'opera risale al VI-VII sec. d.C..
A poche centinaia di metri dalla Vecchia Salaria ( Km. 52 ), in località Valle Ara, si trova il Ponte del Diavolo, del II sec. a.C, alto circa 13 mt e lungo 20, è il più importante avanzo di costruzione stradale della " Via del Sale". Nel 1916, esso fu dichiarato Monumento Nazionale. Nel Centro del Borgo di Ponticelli Sabino si possono visitare, il Castello Orsini ( del 1400 ) e la Chiesa di Santa Maria del Colle che si ritiene sia la seconda Chiesa della Sabina dopo quella di Magliano, fondata da San Prosdocimo, discepolo di San Pietro. Nel 1600, essa aveva funzioni parrocchiali, nel 1700 perde il titolo e conserva solo funzioni cimiteriali, dal 1970, riacquista il titolo di Chiesa Parrocchiale. A 3 Km. dal Centro Storico sorge il Santuario Francescano, Santa Maria delle Grazie del XIV Secolo il quale viene definito " La Perla della Sabina " per la bellezza e la tranquillità del luogo, tappa fondamentale del percorso Francigeno.

ABBAZIA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

ABBAZIA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
  Il Santuario francescano di Santa Maria delle Grazie in Ponticelli di Scandriglia (Rieti) fu costruito dagli Orsini al centro delle loro terre in Sabina nel 1478 per grazia ricevuta. Fu donato al beato Amedeo Menezes de Silva, un francescano che a capo del movimento amadeita si era fatto interprete di una riforma basata sulla rigidità della Regola. Questo movimento presente in Italia centrale e settentrionale si concentrava su un accentuato culto mariano, sulla predicazione ed eremitaggio (ancora oggi si può visitare il suo romitorio). Il periodo amadeita è la prima fase storica del Santuario a cui segue quella dei riformati guidati dal beato Bonaventura da Barcellona (1620-84) che pose le basi del ritiro (1662) e del noviziato (1669).